Descrizione
Il Bastione San Giacomo è una fortezza a cinque lati ai margini del centro storico di Brindisi, costruita su un promontorio naturale. È uno dei pochi pezzi rimasti delle antiche mura: restaurato nel 2010, è di proprietà del Comune e ospita mostre e conferenze.
La pianta è un pentagono, con cinque facciate di altezze diverse che seguono il dislivello fra la collinetta di levante e il terreno esterno. In origine era quadrangolare, e non si sa quando abbia preso la forma attuale. Sulla facciata di sud-ovest si vedono ancora gli stemmi dell'imperatore Carlo V e del suo architetto militare Ferdinando Alarcon.
Dentro ci sono sale con volta a botte su più livelli. Il piano terra è all'altezza di via Nazario Sauro; da lì una rampa di scale scende di 5,50 metri fino al piano interrato, che sbuca su via Bastione di San Giacomo.
Nelle sale laterali si vedono i terrapieni naturali e le difese più antiche su cui il bastione fu costruito.
Il bastione nacque in età sveva, per un progetto rimasto incompiuto: allargare la cerchia delle mura fino a includere la collina di levante. Da questa parte la città restò in parte aperta, difesa solo da terrapieni, alture naturali e paludi, dove in antico si erano accampati i Romani.
Nel Cinquecento fu trasformato per ospitare l'artiglieria, con parapetti, camminamenti di ronda, merli e feritoie oblique per tenere d'occhio il terreno sottostante. Faceva parte del sistema di fortificazioni ideato da Alarcon: il bastione ne era il punto di forza a sud, il Castello di Terra a nord.
Le nuove difese resero Brindisi così difficile da espugnare che nel 1537 i Turchi rinunciarono a invaderla.
Le vecchie vedute raccontano bene la sua storia. In una veduta a volo d'uccello pubblicata dal Pacichelli nel 1703, ma riferita al tardo Quattrocento, il bastione c'è già, e la città appare tutta cinta di mura, anche fra orti, giardini e conventi isolati.
In un'altra veduta del primo Settecento, del Mortier, Brindisi compare chiusa da mura anche sul lato di levante, quello mai costruito. Per giunta la stampa porta per errore il titolo "Tarento".
La pianta è un pentagono, con cinque facciate di altezze diverse che seguono il dislivello fra la collinetta di levante e il terreno esterno. In origine era quadrangolare, e non si sa quando abbia preso la forma attuale. Sulla facciata di sud-ovest si vedono ancora gli stemmi dell'imperatore Carlo V e del suo architetto militare Ferdinando Alarcon.
Dentro ci sono sale con volta a botte su più livelli. Il piano terra è all'altezza di via Nazario Sauro; da lì una rampa di scale scende di 5,50 metri fino al piano interrato, che sbuca su via Bastione di San Giacomo.
Nelle sale laterali si vedono i terrapieni naturali e le difese più antiche su cui il bastione fu costruito.
Il bastione nacque in età sveva, per un progetto rimasto incompiuto: allargare la cerchia delle mura fino a includere la collina di levante. Da questa parte la città restò in parte aperta, difesa solo da terrapieni, alture naturali e paludi, dove in antico si erano accampati i Romani.
Nel Cinquecento fu trasformato per ospitare l'artiglieria, con parapetti, camminamenti di ronda, merli e feritoie oblique per tenere d'occhio il terreno sottostante. Faceva parte del sistema di fortificazioni ideato da Alarcon: il bastione ne era il punto di forza a sud, il Castello di Terra a nord.
Le nuove difese resero Brindisi così difficile da espugnare che nel 1537 i Turchi rinunciarono a invaderla.
Le vecchie vedute raccontano bene la sua storia. In una veduta a volo d'uccello pubblicata dal Pacichelli nel 1703, ma riferita al tardo Quattrocento, il bastione c'è già, e la città appare tutta cinta di mura, anche fra orti, giardini e conventi isolati.
In un'altra veduta del primo Settecento, del Mortier, Brindisi compare chiusa da mura anche sul lato di levante, quello mai costruito. Per giunta la stampa porta per errore il titolo "Tarento".