Descrizione
Il Castello Svevo di Brindisi, detto anche Castello di Terra, è la grande fortezza voluta da Federico II a ridosso del centro storico, affacciata sul porto interno. Massiccio e severo, racconta otto secoli di storia militare della città.
Il nucleo più antico è un cortile a forma di trapezio chiuso da alte mura con sette torri: il mastio, che fa da ingresso, e altre sei, due circolari, tre quadrate e una pentagonale. Tutto intorno corre la cinta aragonese, più bassa e più spessa, con i torrioni rotondi pensati per l'artiglieria.
Federico II lo fece costruire intorno al 1227, negli anni in cui soggiornava a Brindisi, fra le nozze con Isabella di Brienne e la partenza per la crociata. Si racconta che vi siano state usate pietre romane, ma nessuno scavo lo ha confermato.
Carlo I d'Angiò alzò le torri e vi fece costruire dentro un palazzo reale. Due secoli dopo Ferdinando I di Napoli aggiunse la nuova cinta e coprì con volte il vecchio fossato, ricavandone ambienti per i soldati e, in caso di pericolo, per la popolazione.
Nel 1496 la città passò sotto la protezione di Venezia, e una relazione al doge descrisse il castello come "bello e fortissimo, che domina la città e gli altri castelli". Pochi anni dopo, durante un assedio, i suoi cannoni spararono sugli assedianti entrati in città, senza alcun riguardo per gli abitanti.
Nell'Ottocento divenne bagno penale e poi carcere. Dal 1909 è della Marina Militare, e fra il settembre 1943 e il febbraio 1944, quando Brindisi fu capitale provvisoria d'Italia, fu la residenza del re Vittorio Emanuele III.
Il castello era stato scelto perché facile da difendere, non per il decoro: le stanze del re furono arredate in modo spartano, con il minimo indispensabile. Il 13 giugno 2024 le sue sale hanno ospitato la cena dei capi di Stato e di governo del G7.
Il nucleo più antico è un cortile a forma di trapezio chiuso da alte mura con sette torri: il mastio, che fa da ingresso, e altre sei, due circolari, tre quadrate e una pentagonale. Tutto intorno corre la cinta aragonese, più bassa e più spessa, con i torrioni rotondi pensati per l'artiglieria.
Federico II lo fece costruire intorno al 1227, negli anni in cui soggiornava a Brindisi, fra le nozze con Isabella di Brienne e la partenza per la crociata. Si racconta che vi siano state usate pietre romane, ma nessuno scavo lo ha confermato.
Carlo I d'Angiò alzò le torri e vi fece costruire dentro un palazzo reale. Due secoli dopo Ferdinando I di Napoli aggiunse la nuova cinta e coprì con volte il vecchio fossato, ricavandone ambienti per i soldati e, in caso di pericolo, per la popolazione.
Nel 1496 la città passò sotto la protezione di Venezia, e una relazione al doge descrisse il castello come "bello e fortissimo, che domina la città e gli altri castelli". Pochi anni dopo, durante un assedio, i suoi cannoni spararono sugli assedianti entrati in città, senza alcun riguardo per gli abitanti.
Nell'Ottocento divenne bagno penale e poi carcere. Dal 1909 è della Marina Militare, e fra il settembre 1943 e il febbraio 1944, quando Brindisi fu capitale provvisoria d'Italia, fu la residenza del re Vittorio Emanuele III.
Il castello era stato scelto perché facile da difendere, non per il decoro: le stanze del re furono arredate in modo spartano, con il minimo indispensabile. Il 13 giugno 2024 le sue sale hanno ospitato la cena dei capi di Stato e di governo del G7.