Descrizione
La Chiesa del Cristo, detta anche del Crocifisso o di San Domenico, è una chiesa del Duecento nel centro storico di Brindisi. Si riconosce dalla facciata a strisce di pietra bianca e grigia, e custodisce due delle più notevoli sculture in legno dipinto del Medioevo pugliese.
La facciata a punta alterna corsi di pietra chiara e scura e termina in alto con una cornice di archetti a scaletta. Al centro si apre un grande rosone riccamente decorato, frutto di un restauro.
Dentro c'è un'unica navata con il tetto a capriate di legno, chiusa da un alto arco trionfale a sesto acuto. L'abside è piccola e più tarda, del Quattrocento: quella originale fu demolita per far posto alle mura della città.
A destra dell'ingresso, in una nicchia, siede la Madonna in trono, scolpita in legno da un intagliatore italo-francese. All'altare maggiore c'è il Crocifisso, probabilmente di arte tedesca. Sono entrambi del Duecento, fra le sculture lignee dipinte più notevoli di quel secolo in Puglia.
Alle pareti si trovano due altari barocchi. Quello di destra, dedicato alla Madonna del Rosario, fu commissionato nel 1640 da Marco Antonio Noguerol, comandante del Castello a Mare, la fortezza costruita dagli Aragonesi sull'isola di Sant'Andrea, davanti al porto.
La chiesa fu eretta nel 1232 da frate Nicola Paglia di Giovinazzo e divenne la casa dei Domenicani a Brindisi. Paglia aveva studiato diritto a Bologna ed era entrato nell'ordine proprio lì, fra i frati del convento cittadino.
Da priore della provincia domenicana romana aprì conventi a Perugia, Trani, Brindisi, Orvieto e Napoli, e papa Gregorio IX gli affidò la predicazione della crociata in Terrasanta. Morì nel 1256 a Perugia, nel convento che aveva fondato, e le sue reliquie riposano sotto l'altare maggiore di San Domenico. Nel 1828 la Chiesa ne confermò il culto come beato.
La facciata a punta alterna corsi di pietra chiara e scura e termina in alto con una cornice di archetti a scaletta. Al centro si apre un grande rosone riccamente decorato, frutto di un restauro.
Dentro c'è un'unica navata con il tetto a capriate di legno, chiusa da un alto arco trionfale a sesto acuto. L'abside è piccola e più tarda, del Quattrocento: quella originale fu demolita per far posto alle mura della città.
A destra dell'ingresso, in una nicchia, siede la Madonna in trono, scolpita in legno da un intagliatore italo-francese. All'altare maggiore c'è il Crocifisso, probabilmente di arte tedesca. Sono entrambi del Duecento, fra le sculture lignee dipinte più notevoli di quel secolo in Puglia.
Alle pareti si trovano due altari barocchi. Quello di destra, dedicato alla Madonna del Rosario, fu commissionato nel 1640 da Marco Antonio Noguerol, comandante del Castello a Mare, la fortezza costruita dagli Aragonesi sull'isola di Sant'Andrea, davanti al porto.
La chiesa fu eretta nel 1232 da frate Nicola Paglia di Giovinazzo e divenne la casa dei Domenicani a Brindisi. Paglia aveva studiato diritto a Bologna ed era entrato nell'ordine proprio lì, fra i frati del convento cittadino.
Da priore della provincia domenicana romana aprì conventi a Perugia, Trani, Brindisi, Orvieto e Napoli, e papa Gregorio IX gli affidò la predicazione della crociata in Terrasanta. Morì nel 1256 a Perugia, nel convento che aveva fondato, e le sue reliquie riposano sotto l'altare maggiore di San Domenico. Nel 1828 la Chiesa ne confermò il culto come beato.