Descrizione
Il Monumento al Marinaio d'Italia è un gigantesco timone di pietra dorata alto circa 53 metri, sulla sponda del porto di Brindisi opposta al centro storico. Ricorda i marinai italiani caduti in mare, e dalla cima si vede tutta la città.
È in cemento armato, rivestito interamente di carparo, la pietra locale color miele. I brindisini, guardandone la sagoma, lo chiamano affettuosamente "la jatta 'ssittata", la gatta seduta.
Alla base, verso il mare, si apre la cripta, a forma di scafo rovesciato, con archi ogivali e sull'altare la Vergine "Stella del Mare". Sui marmi neri ai lati dell'ingresso sono incisi i nomi di 5.992 marinai caduti dall'Unità d'Italia al 1933.
Nella cripta c'è anche la campana della corazzata Benedetto Brin, saltata in aria nel porto di Brindisi nel 1915 per lo scoppio della santabarbara. La campana fu ripescata nel 1968, durante il dragaggio dell'avamporto. Accanto ci sono un modellino della nave in scala 1:100 e una statua di Santa Barbara.
Sul piazzale superiore stanno due ancore dell'incrociatore austro-ungarico Saida, ceduto all'Italia dopo la guerra e ribattezzato Venezia, e due cannoni di sommergibili austro-ungarici. Ai lati del timone, alti muraglioni riproducono le murate di una nave.
Dentro il timone una scala a chiocciola e un ascensore portano alla terrazza in cima: da lassù il panorama abbraccia la città, il porto, l'Adriatico e perfino l'aeroporto. Sotto la sommità, in una nicchia, dal 1954 una statua della Madonna guarda il mare.
Il monumento nacque per i circa 6.000 marinai morti nella Prima guerra mondiale. Fu scelta Brindisi, preferita a La Spezia e Trieste, per il ruolo centrale che la città aveva avuto nella Grande Guerra.
Al concorso nazionale arrivarono 92 bozzetti. Vinse quello dell'architetto Luigi Brunati e dello scultore Amerigo Bartoli, intitolato "Sta come torre". Il cantiere partì nell'ottobre 1932 e durò appena un anno, con una spesa di 2,3 milioni di lire di allora: il re Vittorio Emanuele III lo inaugurò il 4 novembre 1933.
Ai fianchi c'erano in origine due grandi fasci littori, tolti con la caduta del fascismo. Dal 1965, davanti alla cripta, arde una fiamma perenne, accanto alle lapidi per i marinai caduti nella Seconda guerra mondiale.
Da non perdere
• Panorama dalla cima.
• Cripta.
• Campana della Benedetto Brin.
• Ancore del Saida.
Lo sapevi?
• In Germania, a Laboe, c'è un memoriale navale di forma molto simile, costruito fra il 1927 e il 1936.
• Dal 2013 il timone funziona anche da faro di segnalazione per il porto.
È in cemento armato, rivestito interamente di carparo, la pietra locale color miele. I brindisini, guardandone la sagoma, lo chiamano affettuosamente "la jatta 'ssittata", la gatta seduta.
Alla base, verso il mare, si apre la cripta, a forma di scafo rovesciato, con archi ogivali e sull'altare la Vergine "Stella del Mare". Sui marmi neri ai lati dell'ingresso sono incisi i nomi di 5.992 marinai caduti dall'Unità d'Italia al 1933.
Nella cripta c'è anche la campana della corazzata Benedetto Brin, saltata in aria nel porto di Brindisi nel 1915 per lo scoppio della santabarbara. La campana fu ripescata nel 1968, durante il dragaggio dell'avamporto. Accanto ci sono un modellino della nave in scala 1:100 e una statua di Santa Barbara.
Sul piazzale superiore stanno due ancore dell'incrociatore austro-ungarico Saida, ceduto all'Italia dopo la guerra e ribattezzato Venezia, e due cannoni di sommergibili austro-ungarici. Ai lati del timone, alti muraglioni riproducono le murate di una nave.
Dentro il timone una scala a chiocciola e un ascensore portano alla terrazza in cima: da lassù il panorama abbraccia la città, il porto, l'Adriatico e perfino l'aeroporto. Sotto la sommità, in una nicchia, dal 1954 una statua della Madonna guarda il mare.
Il monumento nacque per i circa 6.000 marinai morti nella Prima guerra mondiale. Fu scelta Brindisi, preferita a La Spezia e Trieste, per il ruolo centrale che la città aveva avuto nella Grande Guerra.
Al concorso nazionale arrivarono 92 bozzetti. Vinse quello dell'architetto Luigi Brunati e dello scultore Amerigo Bartoli, intitolato "Sta come torre". Il cantiere partì nell'ottobre 1932 e durò appena un anno, con una spesa di 2,3 milioni di lire di allora: il re Vittorio Emanuele III lo inaugurò il 4 novembre 1933.
Ai fianchi c'erano in origine due grandi fasci littori, tolti con la caduta del fascismo. Dal 1965, davanti alla cripta, arde una fiamma perenne, accanto alle lapidi per i marinai caduti nella Seconda guerra mondiale.
Da non perdere
• Panorama dalla cima.
• Cripta.
• Campana della Benedetto Brin.
• Ancore del Saida.
Lo sapevi?
• In Germania, a Laboe, c'è un memoriale navale di forma molto simile, costruito fra il 1927 e il 1936.
• Dal 2013 il timone funziona anche da faro di segnalazione per il porto.