Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo

Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo

Via Colonne 2-20. (Apri la mappa)

Descrizione

Il Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi, in piazza Duomo, raccoglie quello che il sottosuolo della città e della provincia ha restituito, dai Messapi ai Romani. La star sono i bronzi recuperati dal mare, ma c'è molto altro: vasi greci, statue, mosaici e iscrizioni.

Prende il nome dall'archeologo e glottologo Francesco Ribezzo (1875-1952). Aprì nel 1958 negli spazi del vecchio ospedale accanto al Duomo, mentre prima la raccolta civica stava nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro. Ci confluirono anche i reperti emersi durante i lavori nel centro storico e nei paesi della provincia.

L'ingresso è il portico dei Templari, completato nel 1954 con un tratto in stile. Sotto, ceppi d'ancora in bronzo, sarcofagi, stele e capitelli medievali, tra cui uno dell'alto Medioevo con figure danzanti. Dietro, un cortiletto con are e iscrizioni.

Al pianterreno, nella sala Marzano, le vetrine mostrano ceramiche, bronzetti, lucerne, vetri e monete. Spiccano i vasi a trozzella, tipici dei Messapi, e i crateri apuli a figure rosse del IV secolo a.C., con scene dionisiache. Ai piani superiori, la sezione preistorica e i vasi attici e italioti.

Nella sezione romana c'è la statua senza testa di Clodia Anthianilla, letterata brindisina del II secolo, con il lungo elogio funebre sulla base. Sul pavimento, un grande mosaico del Labirinto con Teseo che lotta contro il Minotauro.

Il pezzo forte è nella sala di archeologia subacquea. Il 19 luglio 1992 un sub si immerse davanti a Punta del Serrone, due miglia a nord del porto, e a 16 metri di profondità trovò un piede di bronzo. Nelle settimane successive i fondali restituirono duecento frammenti su circa 300 metri quadrati.

Erano il carico di una nave, sorpresa da una burrasca e forse alleggerita per salvarsi.

Probabilmente le statue, già smembrate, erano destinate a una fonderia, per essere fuse. Dopo un lungo restauro sono tornati a farsi guardare i Bronzi di Punta del Serrone: un console romano, Lucio Emilio Paolo, teste di filosofi, un togato e un volto che somiglia molto a Caracalla.

Nello stesso tratto di mare un altro grande piede di bronzo era stato ripescato già nel 1972.

Da non perdere
• I Bronzi di Punta del Serrone.
• I vasi a trozzella e i crateri a figure rosse.
• La statua di Clodia Anthianilla.
• Il mosaico del Labirinto.
• Il portico dei Templari.

Lo sapevi?
• Plinio citava Brindisi per i suoi specchi di bronzo, e forse la parola bronzo viene proprio da «aes brundisium».
• La statua del console Lucio Emilio Paolo è stata ricomposta da due pezzi, il torso e la testa, trovati in due punti diversi del fondale.
Tour e biglietti da EUR 45 Vedi i tour