Descrizione
Il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro è una chiesa romanica rotonda del centro storico di Brindisi, costruita in età normanna a imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Non è più aperta al culto, ma si visita: un piccolo edificio misterioso, con uno dei portali più belli della città.
Le mura circolari sono fatte di grossi blocchi di carparo. Il portale principale ha un protiro a cuspide su due colonne che poggiano su leoni, con capitelli a figure fantastiche.
Gli stipiti del portale sono un racconto scolpito: tralci abitati da animali reali e mitologici in lotta, scene dell'Antico Testamento con Sansone e Noè, un guerriero normanno riconoscibile dal lungo scudo ovale. In alto a sinistra compare un sovrano coronato davanti a una tenda, come gli imperatori bizantini nei mosaici.
Anche la piccola porta a sud ha stipiti decorati, con formelle di animali a rilievo molto basso, ritenute del X secolo.
L'interno ha pianta a ferro di cavallo. Otto colonne di marmo cipollino e di granito, con capitelli tutti diversi, alcune di origine antica, sostengono il tetto che ha preso il posto della cupola crollata; intorno gira un deambulatorio. Alle pareti restano gli affreschi del Due-Trecento: una Deposizione, una Madonna col Bambino, San Giorgio e altri santi.
Da un'apertura nel pavimento si vede il pavimento di una domus romana, emerso dagli scavi fatti all'interno.
La tradizione locale vuole che a costruirla sia stato Boemondo, di ritorno dalla crociata: forse, ma i documenti non lo dicono. Di certo la forma rotonda richiama l'Anastasis, la rotonda costruita intorno al sepolcro di Gesù, come la chiesa del Santo Sepolcro a Bologna o la rotonda di San Lorenzo a Mantova.
Apparteneva ai canonici del Santo Sepolcro, presenti a Brindisi già nel 1126: nel 1220 papa Onorio III la prese sotto la sua protezione diretta, con le altre chiese dell'ordine.
Quando papa Innocenzo VIII sciolse il loro ordine, nel 1489, passò ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, e da loro prese il nome di oggi. Qualcuno l'ha attribuita ai Templari, senza prove.
Il terremoto del 1761 fece crollare il tetto e spostò le colonne, che sono ancora fuori asse: andò perduto l'80% degli affreschi. Restaurata a metà Ottocento, dal 1850 al 1955 ospitò il Museo Civico.
Da non perdere
• Portale principale.
• Guerriero normanno sugli stipiti.
• Affreschi del Due-Trecento.
• Domus romana sotto il pavimento.
Lo sapevi?
• Per molto tempo la si è creduta, a torto, un battistero sorto sopra un tempio paleocristiano.
Le mura circolari sono fatte di grossi blocchi di carparo. Il portale principale ha un protiro a cuspide su due colonne che poggiano su leoni, con capitelli a figure fantastiche.
Gli stipiti del portale sono un racconto scolpito: tralci abitati da animali reali e mitologici in lotta, scene dell'Antico Testamento con Sansone e Noè, un guerriero normanno riconoscibile dal lungo scudo ovale. In alto a sinistra compare un sovrano coronato davanti a una tenda, come gli imperatori bizantini nei mosaici.
Anche la piccola porta a sud ha stipiti decorati, con formelle di animali a rilievo molto basso, ritenute del X secolo.
L'interno ha pianta a ferro di cavallo. Otto colonne di marmo cipollino e di granito, con capitelli tutti diversi, alcune di origine antica, sostengono il tetto che ha preso il posto della cupola crollata; intorno gira un deambulatorio. Alle pareti restano gli affreschi del Due-Trecento: una Deposizione, una Madonna col Bambino, San Giorgio e altri santi.
Da un'apertura nel pavimento si vede il pavimento di una domus romana, emerso dagli scavi fatti all'interno.
La tradizione locale vuole che a costruirla sia stato Boemondo, di ritorno dalla crociata: forse, ma i documenti non lo dicono. Di certo la forma rotonda richiama l'Anastasis, la rotonda costruita intorno al sepolcro di Gesù, come la chiesa del Santo Sepolcro a Bologna o la rotonda di San Lorenzo a Mantova.
Apparteneva ai canonici del Santo Sepolcro, presenti a Brindisi già nel 1126: nel 1220 papa Onorio III la prese sotto la sua protezione diretta, con le altre chiese dell'ordine.
Quando papa Innocenzo VIII sciolse il loro ordine, nel 1489, passò ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, e da loro prese il nome di oggi. Qualcuno l'ha attribuita ai Templari, senza prove.
Il terremoto del 1761 fece crollare il tetto e spostò le colonne, che sono ancora fuori asse: andò perduto l'80% degli affreschi. Restaurata a metà Ottocento, dal 1850 al 1955 ospitò il Museo Civico.
Da non perdere
• Portale principale.
• Guerriero normanno sugli stipiti.
• Affreschi del Due-Trecento.
• Domus romana sotto il pavimento.
Lo sapevi?
• Per molto tempo la si è creduta, a torto, un battistero sorto sopra un tempio paleocristiano.